Steatoepatite non alcolica (Nash): via libera dalla Food and drug administration al farmaco Resmetirom

È una prima assoluta, perché fino a questo momento sul mercato non era disponibile alcun farmaco per trattare la steatoepatite non alcolica (Nash) con fibrosi epatica da moderata ad avanzata: ovvero l’evoluzione più grave della steatosi epatica.
Al termine di un iter accelerato, la Food and drug administration (Fda) statunitense ha dato il via libera alla commercializzazione di Resmetirom (Madrigal Pharmaceuticals), da prescrivere in combinazione alla dieta e all’esercizio fisico in pazienti in cui si rileva un quadro di fibrosi epatica di tipo F2 o F3.
Nash: una epidemia silenziosa
La Nash – o Mash, sulla base dell’evoluzione – rappresenta il risultato della progressione della steatosi epatica non alcolica (Nafld o Mafld). L’infiammazione del fegato, nel tempo, può portare alla comparsa di cicatrici epatiche e disfunzione d’organo. A ciò occorre aggiungere che la malattia è spesso associata ad altre patologie: quali l’ipertensione e il diabete di tipo 2.
Secondo le stime più recenti, circa 6-8 milioni di persone negli Stati Uniti soffrono di Nash con cicatrici epatiche da moderate ad avanzate.
La condizione sta determinando un incremento dei trapianti di fegato e si stima che nell’arco di un paio di decenni possa diventare la prima causa di questa operazione di salvataggio: scavalcando così le problematiche di natura infettivologica e legate all’abuso di alcolici.
Come funziona Resmeritom?
Resmetirom è un attivatore parziale di un recettore dell’ormone tiroideo. Questo, una volta in funzione, riduce l’accumulo di grasso nel fegato.
La sicurezza e l’efficacia del farmaco sono state valutate sulla base di un’analisi di un endpoint surrogato (entità dell’infiammazione e misurazione delle cicatrici epatiche) dopo un anno di trattamento.
I risultati dello studio randomizzato e in doppio cieco, pubblicati lo scorso 8 febbraio sul New england journal of medicine, hanno evidenziato che l’assunzione di una compressa al giorno del farmaco ha determinato la risoluzione della fibrosi rispettivamente nel 25,9 (resmetirom 80 milligrammi) e nel 29,9 per cento (resmetirom 100 milligrammi) dei pazienti che avevano assunto il farmaco rispetto a coloro che invece avevano ricevuto soltanto il placebo (con 52 settimane di trattamento).
Il miglioramento della fibrosi di almeno uno stadio senza peggioramento del punteggio di attività della Nafld è stato ottenuto nel 24,2 (80 milligrammi) e nel 25,9 per cento dei pazienti trattati (14,2 per cento con il placebo). Significative anche le riduzioni dei livelli di colesterolo Ldl misurate dopo sei mesi di trattamento.
Effetti collaterali e interazioni farmacologiche: cosa occorre sapere?
Secondo la Fda, “la dimostrazione di questi cambiamenti dopo solo un anno di trattamento è notevole, poiché la malattia in genere progredisce lentamente e la maggior parte dei pazienti impiega anni o addirittura decenni per registrarne la progressione”.
Gli effetti collaterali più comuni di Rezdiffra sono risultati la diarrea e la nausea. Da non trascurare, ricorda l’ente regolatorio statunitense, anche “il rischio di tossicità epatica indotta dal farmaco e gli effetti collaterali correlati alla cistifellea”. Ragion per cui l’uso di Resmeritom “deve essere evitato nei pazienti con cirrosi scompensata” e “interrotto se un paziente sviluppa segni o sintomi di peggioramento della funzionalità epatica durante il trattamento”.
Da non trascurare nemmeno il rischio rappresentato dalle interazioni farmacologiche: in particolare con le statine, fa sapere la Fda.
La sperimentazione prosegue per ottenere i dati a lungo termine
Resmetirom ha ricevuto l’indicazione di breakthrough therapy ed è stato approvato in maniera condizionata a seguito di un iter accelerato, destinato ai farmaci indicati per il trattamento di condizioni gravi che (alla luce dell’assenza di altre terapie) rappresentano un’esigenza medica non soddisfatta.
Per questo l’azienda produttrice sta portando avanti la sperimentazione, al fine di documentare l’efficacia dopo un’osservazione di 54 mesi.
“Crediamo che Resmetirom cambierà il paradigma di trattamento della Nash – spiega Becky Taub: fondatore, direttore medico e della ricerca e sviluppo dell’azienda Madrigal Pharmaceuticals -. Gli epatologi potranno presto avere a disposizione una terapia diretta al fegato per contribuire a risolvere la fibrosi ed evitare che evolva verso la cirrosi. Ringraziamo tutti i pazienti che hanno reso possibile l’approvazione accelerata di Resmetirom, partecipando ai nostri studi clinici”.
Fonte: aboutpharma.com
























