Salute: esperti, rischio epatite da Piercing e Tatuaggi
ROMA, 18 MAG -
L'epatite è un"emergenza silenziosà nel nostro paese, dove circa 2 milioni di persone sono infette spesso senza saperlo, e fra le nuove fonti di contagio ci sono i negozi di piercing e tatuaggi e le popolazioni immigrate da paesi dove la malattia è più diffusa.
L'allarme è stato lanciato durante il convegno 'Epatiti Summit 2010' che si è tenuto oggi a Roma. "Per quanto riguarda l'epatite C - ha spiegato Giampiero Carosi, direttore dell'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'università di Brescia - è molto diminuita negli ultimi anni la trasmissione tra tossicodipendenti vista la diminuzione dell'uso delle siringhe, ma sono emerse nuove fonti. Una di queste sono i negozi di piercing e tatuaggi, che non sempre utilizzano materiale monouso. Inoltre si è visto che le popolazioni immigrate spesso hanno questa malattia: un'indagine che abbiamo fatto nel nostro centro su 3mila immigrati ha dato un 10% di portatori di epatite B e un 3,5% di epatite C".
Dal convegno è emersa l'esigenza di rafforzare le attività di prevenzione, sia con la vigilanza sulle strutture che potrebbero essere fonte di contagio sia con una offerta maggiore delle vaccinazioni per l'epatite B a categorie a rischio, come appunto gli immigrati ma anche i conviventi di portatori della malattia e i detenuti, di cui solo il 30% si vaccina. "Tra i luoghi a rischio per l'epatite C i maggiori sono gli ospedali - ha spiegato Alfonso Mele, esperto dell'Istituto Superiore di Sanità - ma l'11,9% delle infezioni si contrae facendo piercing e tatuaggi. Anche il problema degli immigrati va affrontato, visto che il 16% delle diagnosi di epatite B e il 7,3% di C sono fatte a stranieri".
Fonte: ansa
























