Lorenzin: Presto altri 100 milioni per gli arretrati degli indennizzi danneggiati da sangue infetto
Resoconto della discussione avvenuta alla camera durante il question time del 11)7/2013 (Misure a favore dei cittadini infettati da emoderivati, trasfusioni e vaccinazioni, anche alla luce di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo –
PRESIDENTE. La deputata Lenzi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00297, concernente misure a favore dei cittadini infettati da emoderivati, trasfusioni e vaccinazioni, anche alla luce di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).
DONATA LENZI. Signor Presidente, il 3 settembre di quest'anno la Corte europea ha condannato lo Stato italiano a versare l'adeguamento dell'indennità a tutti i cittadini infettati da HIV, epatite B e C, dopo una trasfusione o somministrazione di emoderivati. Si tratta dell'ennesimo passo in avanti di una dolorosa telenovela che non è imputabile certo solo all'ultimo Ministro, ma risale alla mancata responsabilità dello Stato italiano nei confronti di 60 mila cittadini che hanno pagato le conseguenze di errate trasfusioni.
A questa ulteriore condanna, che si aggiunge alla dichiarazione della Corte costituzionale di illegittimità costituzionale del decreto-legge n. 78 del 2010, che prevedeva il divieto della rivalutazione di quelle indennità, vanno aggiunte le situazioni delle tante, tante cause ancora in corso per transazioni finanziarie con lo Stato e che riguardano danneggiati che non hanno avuto neanche il riconoscimento di giustizia. La richiesta è come si intenda far fronte agli impegni che la Corte di Strasburgo ci ha posto in essere.
PRESIDENTE. La Ministra della salute, Beatrice Lorenzin, ha facoltà di rispondere.
BEATRICE LORENZIN, Ministro della salute. Signor Presidente, vorrei ringraziare gli onorevoli interroganti per l'occasione che mi forniscono di comunicare in merito ad una tematica di estrema delicatezza Pag. 55e di indubbio impatto sociale, oltre che di significativa rilevanza finanziaria. Come è noto, il Ministero della salute, in attuazione delle disposizioni contenute nella legge 25 febbraio 1992, n. 210, eroga ai soggetti danneggiati da conseguenze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati, un indennizzo vitalizio. Tale indennizzo consta di due componenti: l'indennizzo vero e proprio, che configura parte quantitativamente meno rilevante, e l'indennità integrativa speciale. Sull'indennità integrativa speciale sono sorti rilevanti contrasti giurisprudenziali anche presso la Corte di cassazione, in ordine alla necessità di riconoscimento della rivalutazione monetaria. Sul tema è intervenuto l'articolo 11, comma 13, del decreto-legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122, che ha escluso la rivalutazione dell'indennità integrativa speciale. Poiché la citata disposizione è stata dichiarata incostituzionale, come è stato detto, con la sentenza n. 293 del 2011 della Corte, il Ministero della salute si è immediatamente attivato per adeguare, riconoscendo la rivalutazione monetaria, l'indennità integrativa speciale spettante ai soggetti beneficiari della legge n. 210 del 1992, di competenza statale, con decorrenza dal primo gennaio 2012. Al fine di riconoscere ai medesimi aventi diritto anche gli arretrati sulle somme già corrisposte, ancor prima che intervenisse la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, richiamata dagli onorevoli interroganti, il Ministero della salute ha reperito e impegnato le risorse finanziarie allo scopo necessarie, ovviamente tenendo conto degli effetti del principio di carattere generale del nostro ordinamento concernente la prescrizione ordinaria decennale. È stato pertanto avviato nel corso del primo semestre del corrente anno un progetto finalizzato alla corresponsione di tali somme, progetto destinato a concludersi in tempi brevi.
In seguito alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 3 settembre 2013 che ha riconosciuto la rivalutazione dell'indennità integrativa speciale sin dal momento dell'accertamento del diritto dell'indennizzo, senza fare applicazione della prescrizione ordinaria decennale, si rende necessario reperire ulteriori risorse per garantire l'integrale pagamento degli arretrati agli aventi diritto. Il Ministero della salute ha stimato in circa 100 milioni di euro tale nuova esigenza finanziaria. In vista della prossima legge di stabilità intendo avviare ogni iniziativa necessaria affinché in detta legge sia introdotta una specifica disposizione idonea a garantire la compiuta esecuzione della sentenza della CEDU.
PRESIDENTE. La deputata Donata Lenzi ha facoltà di replicare.
DONATA LENZI. Signor Presidente, in questo suo impegno, Ministro, per reperire i 100 milioni per pagare gli arretrati e venire incontro, lei troverà il Partito Democratico impegnato sicuramente al suo fianco e, penso, tutto il Parlamento, che in genere su questo tema ha dimostrato unità. Mi permetto di rappresentarle che, appunto, esistono ancora situazioni – lei ne faceva cenno – che sono sottoposte alla tagliola della prescrizione, che sono in corso di giudizio, nei confronti dei quali rimangono aperte questioni che potrebbero a loro volta – mi dicono le associazioni – essere portate alla Corte di Strasburgo. Quindi anche quello sarà un passo avanti, ma ancora non del tutto definitivo. Comunque, l'impegno è da apprezzare e penso sia apprezzato anche dai danneggiati.
























