Legge 210/92: precisazioni in merito ad un recente servizio giornalistico televisivo su "trasfusione killer"
Sono giunte ai nostri centralini numerose richieste di chiarimento in merito al servizio televisivo trasmesso (sulla rete televisiva Canale 5) dal TG5, domenica 5 ottobre 2008, durante il telegiornale delle ore 13, in merito ad una sentenza sull'argomento dell'indennizzo previsto dalla Legge n. 210/92.
Abbiamo riscontrato che molte persone hanno frainteso la notizia e qualcuno ha addirittura inteso che sia possibile ottenere l'indennizzo senza essere in possesso delle cartelle cliniche o della documentazione medica che attestino le trasfusioni di sangue o emoderivati.
Ebbene, al proposito riteniamo doveroso precisare quanto segue a beneficio di tutti:
- la vicenda passata in televisione è relativa ad un caso di infezione da virus dell'epatite C causata da una emotrasfusione avvenuta nel 1972 ed ha ad oggetto l'indennizzo previsto dalla legge n. 210 del 1992;
- l'interessata, per il tramite del proprio legale, aveva presentato in vita ricorso amministrativo (c.d. gerarchico) al Ministero della Salute contro il giudizio espresso dalla competente Commissione Medico Ospedaliera (del Ministero della difesa) che aveva giudicato intempestiva (cioè presentata in ritardo rispetto ai termini di legge) la istanza (domanda amministrativa) di indennizzo;
- il ricorso amministrativo è stato accolto sulla base del principio secondo cui il termine di presentazione della domanda amministrativa di indennizzo decorre dalla diagnosi di irreversibilità della patologia (ad esempio, diagnosi di epatite cronica attiva) e non da un momento precedente (ad esempio, scoperta degli anti-HCV).
Si precisa che il principio in questione è stato da molti anni già sancito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (e da quella di molti giudici di merito) ed è stato già da tempo recepito anche dall'Ufficio Medico Legale del Ministero della Salute, come ci testimonia la nostra esperienza sui ricorsi amministrativi portati in fondo con successo dai legali dell'Associazione EpaC-Onlus sino ad oggi.
La redazione di EPAC Onlus
























