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Boceprevir e telaprevir ora disponibili anche per i trapiantati di fegato con recidiva da HCV

Grande risultato conseguito dall’Associazione EpaC in sinergia con l’Associazione Italiana Studio Fegato (AISF)

Con determina n. 804/ del 16 Settembre 2013, AIFA ha concesso la rimborsabilità dei farmaci Boceprevir e Telaprevir da usare in triplice terapie per i trapiantati di fegato con recidiva da Epatite C genotipo 1.

L’indicazione è la seguente:

“Inserimento dei medicinali inibitori della proteasi telaprevir e boceprevir nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento antivirale, in associazione con peginterferone alfa e ribavirina, dell’infezione da HCV genotipo 1 recidivante dopo trapianto di fegato, in pazienti adulti affetti da epatite C cronica (CHC) compensata (compresa la cirrosi), naive al trattamento o che non hanno risposto a precedente terapia. (Determina n. 804/2013)”.

Criteri di inclusione: pazienti adulti (età ≥ 18 anni) trapiantati di fegato, positivi per HCV-RNA sierico di genotipo 1, con epatite ricorrente e fibrosi epatica almeno moderata (≥ F2 secondo Metavir o ≥S3 secondo Ishak), diagnosticata mediante biopsia epatica, indipendentemente dal periodo intercorso dal trapianto. Possono essere inclusi i pazienti con epatite ricorrente nella sua variante colestatica fibrosante.

Criteri di esclusione: presenza di cirrosi epatica in classe B e C di Child-Pugh, presenza di rigetto acuto o cronico, presenza di infezioni sistemiche, presenza di insufficienza epatica da altre cause, instabilità dei livelli plasmatici di immunosoppressore.

La richiesta è stata inviata ad AIFA dall’Associazione EpaC nel gennaio 2013 e valutata positivamente dalla Commissione Tecnico Scientifica dello stesso Ente Regolatorio dopo l’attività di consulenza scientifica svolta dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF).

Si celebra quindi un altro passo importante per ridurre la mortalità da epatite in Italia, considerata tra i Paesi europei a più alta prevalenza di epatite C.

Questo risultato, fortemente voluto da EpaC, dimostra come medici e pazienti possano interagire e contribuire, nei rispettivi ruoli, a raggiungere obiettivi importanti per la salute dei cittadini, che in questo specifico caso sono rappresentati dall’offrire una nuova possibilità di cura per i trapiantati di fegato con recidiva da HCV che attualmente non hanno alternative terapeutiche.

Degno di nota è l’impegno di AIFA, che ha adottato una decisione coraggiosa e innovativa, che solo pochi Paesi al mondo hanno sinora intrapreso.

Leggi la determina (GU 222)

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