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Accesso Farmaci epatite C, vicini a una svolta

19/11/2016

Roma – 16 novembre 2016. All’interno dell’Auditorium del Ministero della Salute, si è svolto con successo l’evento "Pazienti, clinici e istituzioni per un obiettivo comune: eliminare l’HCV in Italia” promosso da Alleanza contro l’Epatite (ACE) con il patrocinio di: Ministero della Salute, Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), Associazione Epac Onlus, Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia Onlus (FIRE), Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).




Dopo le parole di accoglienza del Rappresentante FIRE Prof. Antonio Gasbarrini, del Presidente di Epac Ivan Gardini e del Segretario AISF Prof. Edoardo Giannini, il primo intervento è stato del Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin.


Il Ministro ha ricordato la straordinarietà della stagione che stiamo vivendo con farmaci innovativi in grado di eradicare il virus c e per questo da subito c’è stato l’impegno con lo stanziamento di fondi (500 milioni strutturali per tre anni consecutivi), fondi che sono stati reinseriti nella recente Legge di Bilancio e che però cozzano con un prezzo del farmaco testualmente definito “inaccettabile per uno stato che deve curare più di 1,5 milioni di persone infette”.


Il Ministro, ha proseguito, auspicando una soluzione per la trattativa che è ancora aperta tra AIFA e l’Azienda Farmaceutica perché vi è ovviamente un tema etico e “farò il possibile per allargare in modo più  efficiente e più efficace la platea dei pazienti trattati e di riuscire a fare veramente un Piano di eradicamento della malattia lavorando molto anche sulla prevenzione” oltre che a screening per far scoprire se sono più o meno infetti, basti pensare alle persone che si sono infettate con le trasfusioni.


Il Ministro, ha infine ripercorso le varie tappe di questi due anni durante i quali sono stati necessari anche l’invio dei NAS laddove i farmaci non venivano erogati.


Dopo il Ministro Lorenzin, è stata la volta del Direttore Generale Prevenzione Sanitaria Dr. Ranieri Guerra che ha parlato di quanto sta facendo tutto il Ministero della Salute, una vera “militarizzazione” di fronte a questa patologia che va affrontata e presa di petto.


Il Direttore si è soffermato sull’importanza della diagnostica, di superare la fase emergenziale e quindi di ampliare ai pazienti meno gravi, della necessità, quindi, di fermare la trasmissione del virus come ad esempio nella popolazione carceraria.


Fondamentale, infine, per il Direttore è sia la realizzazione di un tavolo di monitoraggio per verificare al meglio quanto stanno facendo le Regioni alfine di superare le varie difformità anche in termini di reportistica sia, anche su sollecitazione di Epac, la ripresa del Piano Epatiti ed Eradicazione del virus C.


La Dottoressa Barbara Coco anche in rappresentanza di FIRE, attraverso varie slide inerenti la Regione Toscana ed il suo Centro, ha focalizzato la necessità di schemi metodologici ed analisi dei dati rimarcando che in Italia non esiste uno studio epidemiologico serio.


La Dottoressa, infine, ha relazionato sul successo di real life dei farmaci innovativi per la cura dell’epatite C e sull’importanza dei programmi di sorveglianza nei pazienti guariti specie per chi ha una fibrosi importante.


Ivan Gardini ed il Prof. Gasbarrini con un inedito duetto, hanno dibattuto sulla necessità non più rimandabile di ampliare le cure a tutti i pazienti eleggibili che secondo le stime di uno studio fatto da Epac risultano essere 160-180.00 facendo emergere come si stia esaurendo la coorte dei pazienti urgenti previsti dai noti Criteri AIFA, Criteri che andrebbero letteralmente sostituiti da Linee Guida basate su urgenza clinica e sociale.


A prendere la parola poi è stato il Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Prof. Mario Melazzini che ha ricordato “la caratteristica del nostro Sistema Sanitario Nazionale universalistico e solidale che cerca di dare risposte a tutti” ed ha quantificato in circa 29 miliardi la spesa farmaceutica con un 76% rimborsabile dal Servizio Sanitario.


Il Presidente ha illustrato sia il percorso di approvazione dei farmaci dal 2014 ad oggi incentrandosi sulla necessità di prendere in considerazione gli attuali criteri di accesso perché perché l’obiettivo è la totale eradicazione sia l’andamento dei pazienti messi in terapia, lavoro che andrà svolto sentendo anche le Società Scientifiche e le Associazioni dei Pazienti.


Il Presidente, nelle conclusioni, ha parlato della necessità di ampliare i Centri Prescrittori anche per aumentare le possibilità di reclutamento ed avvio al trattamento dei pazienti coniugando il noto detto “la salute non ha prezzo” con la sostenibilità del sistema.


L’evento si è chiuso con una tavola rotonda e domande dal pubblico, rilevanti, fra gli altri, l’intervento del Prof. Giannini che come AISF ha ribadito la necessità di allargamento ed ampliamento dei criteri attraverso la presentazione di un Dossier e le parole dell’Avvocato Sonia Selletti (Studio Legale Astolfi e Associati) esperta di diritto farmaceutico la quale ha spiegato “dal punto di vista brevettuale che il brevetto sia un diritto e che rappresenti un diritto di proprietà da parte del suo inventore non si può discutere” spiegando altresì che in Italia fino al 1978 non si poteva brevettare un medicinale e di come la Corte costituzionale prima e le Leggi poi abbiano messo in evidenza anche il nodo legato ad equo compenso che non è certo uno spropositato compenso, lo sanno bene anche le industrie, “ perché altrimenti, si, tutte le volte in cui c’è una sproporzione sull’uso di un brevetto certo che si può arrivare a parlare di licenza obbligatoria”.


La Redazione Epac.

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