Oltre il diabete e l’obesità: da tirzepatide un contributo al contrasto della Mash e della sindrome da apnee ostruttive del sonno (Osas)
Oltre a un potenziale utilizzo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nel trattamento di alcune dipendenze, gli agonisti dei recettori Gip e Glp-1 potrebbero risultare efficaci anche nel trattamento di altre due condizioni associate all’obesità: la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash) e le apnee ostruttive del sonno.
Mash: da tirzepatide un potenziale effetto terapeutico indipendente dalla dose
Quanto alla Mash, i primi riscontri riguardano tirzepatide, che in uno studio di fase 2 su 190 pazienti (con o senza diabete di tipo 2) si è rivelato più efficace (risposta tra il 51 e 73 per cento dei pazienti, a seconda del dosaggio: tra 5 e 15 milligrammi) rispetto al placebo (13,2 per cento) nel determinare l’assenza di steatoepatite senza peggioramento della fibrosi all’istologia epatica.
Dalla ricerca – presentata all’ultimo congresso dell’Associazione europea per lo studio del fegato (Easl) e pubblicata sul New england journal of medicine – è emerso anche un miglioramento della fibrosi di stadio 1 senza peggioramento della Mash più significativo (tra il 53,3 e il 59,1 per cento) rispetto al placebo (32,8).
La valutazione di ulteriori endpoint secondari ha mostrato che l’assunzione di tirzepatide era associata a miglioramenti del peso corporeo, dei biomarcatori del danno epatico e dei del grasso epatico, dell’infiammazione e della fibrosi.
Sebbene lo studio di fase 2 non fosse stato progettato per dimostrare che la tirzepatide migliorasse la fibrosi, i risultati hanno mostrato il potenziale per un effetto terapeutico clinicamente significativo a tutte le dosi.
Mash: una emergenza crescente (quasi) priva di opzioni di cura
“Lo studio è significativo: la Mash è la seconda causa di ricorso al trapianto di fegato e vi è urgente necessità di opzioni terapeutiche in grado di rallentare la progressione della malattia e potenzialmente ridurre gravi complicazioni per la salute”, afferma Rohit Loomba, a capo della divisione di gastroenterologia ed epatologia dell’Università della California (San Diego) e prima firma della ricerca, a cui ha partecipato anche l’epatologa italiana Elisabetta Bugianesi (Università di Torino).
La condizione è determinata dall’accumulo di grasso nel fegato, anche in assenza del consumo eccessivo di alcolici o di altre cause di danno epatico: con conseguente infiammazione e fibrosi, prodromo di una progressiva insufficienza dell’organo e fattori di rischio per l’insorgenza dell’epatocarcinoma.
I numeri della Mash sono cresciuti come conseguenza dell’aumentata prevalenza di obesità, diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia e accumulo di grasso addominale.
Al momento c’è un solo farmaco approvato (con iter accelerato) con questa indicazione, negli Stati Uniti. Si tratta di resmetirom (da prescrivere in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico), su cui nel 2025 dovrebbe pronunciarsi anche l’Ema.
Le evidenze che ne promuovono l’uso per trattare le apnee ostruttive del sonno (Osas)
Se per l’eventuale indicazione all’uso di tirzepatide per il trattamento della Mash occorrerà attendere ancora, la possibilità di utilizzare il farmaco per le apnee ostruttive del sonno (condizione più frequente nelle persone in sovrappeso o obese) è già concreta negli Stati Uniti.
L’approvazione si basa sulle conclusioni di due studi randomizzati – controllati con placebo e in doppio cieco: uno dei quali pubblicato sempre sul New england journal of medicine – condotti su quasi cinquecento pazienti senza diabete di tipo 2. In entrambi i trial, i partecipanti hanno ricevuto in modo casuale 10 o 15 milligrammi di farmaco o placebo una volta alla settimana per 52 settimane.
Trascorso questo periodo, i partecipanti che hanno ricevuto tirzepatide hanno sperimentato una riduzione statisticamente e clinicamente significativa degli eventi di apnea o ipopnea e una maggiore percentuale di partecipanti trattati ha raggiunto la remissione o un livello lieve con risoluzione dei sintomi (sempre rispetto al placebo).
I partecipanti trattati con tirzepatide hanno avuto una significativa diminuzione del peso corporeo rispetto al placebo a 52 settimane. Secondo i ricercatori il miglioramento dell’indice di apnea-ipopnea (Ahi) – una misurazione di quante volte in un’ora una persona smette di respirare o respira superficialmente durante il sonno – nei partecipanti con il disturbo è risultato probabilmente correlato alla riduzione del peso corporeo.
Tirzepatide per l’Osas è già realtà negli Stati Uniti
Queste evidenze hanno portato la Food and drug administration (Fda) statunitense ad approvare tirzepatide per il trattamento dell’Osas, con una limitazione: il farmaco non deve essere usato in pazienti con una storia personale o familiare di cancro midollare della tiroide o in pazienti con sindrome da neoplasia endocrina multipla di tipo 2.
Il farmaco inoltre non deve essere usato in pazienti con una storia di grave reazione allergica al principio attivo, la tirzepatide, o ad uno degli altri ingredienti.
Zepbound contiene anche avvertenze relative a infiammazione del pancreas (pancreatite), problemi alla cistifellea, ipoglicemia (zucchero nel sangue troppo basso), danno renale acuto, retinopatia diabetica (danno alla retina dell’occhio) in pazienti con diabete mellito di tipo 2, comportamento suicidario o pensiero e aspirazione polmonare durante l’anestesia generale o la sedazione profonda.
Fonte: aboutpharma.com