Lombardia, tracciamento dell'epatite C e nuove prestazioni sanitarie gratuite per giovani e cure ambulatoriali
Epatite C, aumenta la fascia d'età per le visite gratuite di nove anni
Un passo avanti molto importante per la prevenzione e per il tracciamento delle persone affette da Epatite C: con una recente delibera di giunta, Regione Lombardia ha esteso la fascia d’età per sottoporsi agli screening gratuiti di 9 anni. Infatti, in passato, la Lombardia è stata la prima Regione ad attuare il modello di screening individuato dal Ministero della Salute e impostato per classi di età, coinvolgendo le persone nate tra il 1969 e il 1989. Un processo di screening che tuttavia non includeva nel campione di riferimento i soggetti a maggiore rischio di infezione, ossia quelli di età superiore ai 50-55 anni, il che ne mina l’esaustività e la puntualità.
Per questo il Consigliere Regionale Claudia Carzeri aveva portato una mozione all’attenzione del Consiglio per aumentare il bacino di persone che potessero accedere a questi test e oggi è arrivato un primo risultato: anche i nati tra il 1960 e il 1968 potranno eseguire gratuitamente lo screening.
“Ritengo che sia un importante passo avanti per tutelare migliaia di persone dal rischio delle complicanze dell’Epatite C, una tra tutte quella del tumore a fegato. Ci tengo a ringraziare tutti i colleghi Consiglieri che hanno votato all’unanimità il documento che avevo presentato e molti lo hanno anche sottoscritto, in modo trasversale”.
Novità per giovani, prevenzione e cure ambulatoriali
Dal 1° ottobre 2025 saranno disponibili, gratuitamente nei Centri autorizzati, nuovi esami per la diagnosi tempestiva delle infezioni sessualmente trasmesse come clamidia, gonorrea e micoplasmi. “Si tratta di test moderni, rapidi e più precisi – ha spiegato Carzeri,– che permetteranno di individuare in tempo i principali agenti responsabili. In questo modo possiamo garantire terapie più efficaci ed evitare complicanze gravi come infertilità e patologie croniche. Sono molto contenta perché la prevenzione è la prima cura: introdurre prestazioni gratuite in questo ambito significa investire sulla salute delle persone, in particolare dei giovani, e ridurre i costi sanitari a lungo termine.”
La delibera inoltre conferma e amplia le prestazioni gratuite per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni in carico alle Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) o a strutture accreditate. Le famiglie potranno contare su visite specialistiche, valutazioni cognitive e funzionali, test diagnostici e percorsi di riabilitazione logopedica, motoria e cognitiva.
“È un passo importante – ha concluso Carzeri – perché avere regole più chiare significa ridurre tempi e burocrazia, migliorando il lavoro dei medici e l’esperienza dei cittadini che accedono ai servizi. Si tratta quindi di una delibera che dimostra la volontà di Regione Lombardia di investire su prevenzione, diagnosi precoce e sostegno alle famiglie”.
Fonte: affaritaliani.it