Emotrasfusi: commissione d'inchiesta convoca Fazio e Tremonti
Roma, 27 ott 2010
La Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino (Pd), convochera' in audizione il ministro della Salute Ferrucio Fazio ed il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per chiedere perche' siano bloccati i risarcimenti per coloro che hanno contratto una malattia per una trasfusione effettuata con sangue infetto.
"Nel 2007 - spiega Marino - inserimmo nella finanziaria uno stanziamento di 150 milioni di euro per il 2007 e di 180 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi. Sono soldi gia' inseriti nel bilancio dello Stato. Perche' i pazienti, che si sono ammalati di epatite e di Aids a causa di una trasfusione con sangue infetto, non riescono ad avere il risarcimento? Per le epidemie c'e' una prescrizione di 15 anni ed i pazienti hanno paura di non essere risarciti del tutto". I danneggiati denunciano inoltre una discriminazione da parte del Ministero della Salute: "Per lo stesso danno fisico il Ministero propone ad un emofilico 400mila euro e ad un emotrasfuso 68mila euro. Diciamo no a discriminazioni tra emofilici e thalassemici da un lato e altre categorie dall'altro". I danneggiati da plasma infetto sostengono che nel 2003 (ministro Sirchia, sottosegretari Cursi e Guidi) 700 emofilici vennero risarciti, con una transazione, dal ministero della Salute con 400mila euro in media. Nel 2006 (ministri Storace e Turco) altri 100 emofilici ottennero gli stessi risultati. Nel 2007 una legge, votata dall'intero Parlamento, apre le transazioni a tutti i 6mila italiani restanti (circa 600 emofilici, circa 3mila thalassemici e circa 2500 emotrasfusi occasionali) che abbiano una causa in corso. La transazione, dice la legge, dovra' essere analoga e coerente con quella del 2003. "Dal 2007 ad oggi - sottolinea Marino - solo pochissimi ammalati sono riusciti ad ottenere il risarcimento dallo Stato. Fazio e Tremonti dovranno dare spiegazioni al Parlamento". Gli ammalati affermano che "nel 2010 e' giunta dal ministero una doccia fredda dopo 3 anni di lunghe e serie trattative. Appare la prescrizione che non c'era nel 2003 ed appare il requisito del danno minimo che non c'era nel 2003. E, sempre piu' assurdo, compare la discriminazione tra emofilici ed emotrasfusi.
Per finire, il Ministero propone di pagare subito chi ha le carte in regola, mentre chi ha problemi - secondo i criteri del ministero - di prescrizione dovrebbe confidare in un decreto legge 'salva eslusi' successivo, di cui non esiste nessuna garanzia, nessun impegno scritto".