Dall’epatite si guarisce, serve più prevenzione
I medici di base devono individuare i soggetti a rischio.
Dall'epatite C si può guarire, a testimoniarlo è stato Massimiliano Conforti, vicepresidente dell'Associazione Epac onlus, che ha contratto il virus alla nascita e che dopo sei diverse terapie è riuscito a sconfiggere la malattia. Una testimonianza che Conforti ha reso in occasione di un incontro che si è svolto a Feroleto Antico, e promosso dal dottore Lorenzo Surace, insieme ai medici di base.
«Oggigiorno è possibile sconfiggere questa patologia – ha spiegato Conforti – bisogna però fare molta prevenzione, per far sì che la malattia, che è latente e non si manifesta, possa essere presa in tempo. Per questo è fondamentale l'azione dei medici di base che devono individuare i pazienti potenzialmente portatori del virus dell’epatite. Io sono guarito lo scorso anno, dopo tante prove, ho sempre combattuto, non mi sono mai avvilito e oggi sono qui a raccontare la mia storia».
Conforti ha rivolto un appello ai medici di base, affinché non aspettino l'evoluzione della malattia, ma intervengano quando è ancora blanda, perché solo così si ha «una maggiore possibilità di guarigione».
In Calabria sono presenti 7 centri dove è possibile somministrare le terapie che oggi possono consentire al paziente di guarire dall'epatite C. I medici di base devono individuare le categorie a rischio tra i propri assistiti, secondo le indicazioni date dal Servizio sanitario nazionale. Una patologia in costante aumento, che colpisce soprattutto chi fa uso di droga, in particolare cocaina. E l'Italia oggi è il primo paese come consumatore di cocaina. Anche i tatuaggi e i piercing possono essere causa di trasmissione del l'epatite C.
«L'Epac – ha spiegato il vice presidente Conforti – è un'associazione nazionale composta da pazienti che hanno contratto il virus e che da quindici anni si occupa della patologia sia a livello nazionale che europeo. Siamo qui in Calabria per partecipare a questo incontro che vede la presenza di noti specialisti del settore a livello nazionale e internazionale che si confrontano con i medici di medicina generale. L'epatite C è una malattia che vede l'Italia al primo posto in Europa come numero di malati, tant'è che è stata dichiarata come un'emergenza sanitaria rispetto ad altre patologie e altre nazionali europee, proprio per la forte prevalenza della malattia. E la Calabria è una delle regioni che ha la presenza di malati molto più elevata rispetto a tutto il resto del paese, insieme a Campania e il sud in generale. Questo perché in Calabria ci sono molti micro paesi, dove negli anni ‘80 si usava la siringa di vetro che non veniva sterilizzata e quindi è stata oggetto di trasmissione del virus dell'epatite C».
Fonte: Gazzetta del Sud