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Uno studio dimostra la correlazione tra il controllo glicemico e la steatosi epatica non alcolica

C’è una correlazione tra i livelli elevati di glucosio nel sangue e lo sviluppo di steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Lo conferma uno studio condotto dai ricercatori della School of Nursing della Duke University, nel North Carolina, che è stato pubblicato sulla rivista Hepatology.

La ricerca, che ha portato a scoprire come un peggior controllo glicemico predica la severità del quadro istologico della NASH (sia per quanto concerne il ballooning degli epatociti che della fibrosi epatica), ha coinvolto 713 pazienti con NAFLD/NASH sottoposti a biopsia epatica.

Il 59% dei partecipanti era composto da donne, l’84% di etnia caucasica con un’età media di 50 anni (42-58), il 49% era diabetico [98% diabete di tipo 2 (DM2), 2% diabete di tipo 1 o indeterminato/misto] e la cirrosi è stata osservata nel 3,8%. Dei pazienti con DM2, il 66% assumeva metformina e quasi uno su quattro era in terapia con insulina al momento della biopsia epatica. L’HbA1c mediana (indicatore del controllo glicemico) era 6,9% nel gruppo con DM2 e del 6% nell’intera coorte. Rispetto agli individui senza diabete, quelli con diabete avevano un indice di massa corporea mediano e trigliceridi più elevati

Attraverso dei modelli di regressione lineare generalizzata aggiustati per età, sesso, razza, DM, indice di massa corporea e iperlipidemia è stata valutata l’associazione tra i livelli medi di HbA1c nell’anno antecedente la biopsia epatica e la gravità delle lesioni istologiche tipiche della NAFLD/NASH.

Una HbA1c media più è risultata associata a un grado più elevato di steatosi e di ballooning, ma non all’infiammazione lobulare. Ogni aumento dell’1% di HbA1c media era associato ad una probabilità del 15% più elevata di avere uno stadio di fibrosi epatica più avanzato. Rispetto a un buon controllo glicemico il controllo moderato era significativamente associato a una maggiore gravità sia del ballooning degli epatociti che della fibrosi epatica.

Lo studio dimostra chiaramente come nei pazienti con DM sia fondamentale ottimizzare quanto più possibile il controllo glicemico evitando così la progressione della fibrosi correlata alla NASH.

Fonte: Epateam

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