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Tumori del fegato, Policlinico capofila di un progetto nazionale in ambito oncologico

Avviata una collaborazione multidisciplinare con l’ospedale Niguarda di Milano, l’Università di Torino, l’ospedale Sant’Andrea di Roma e l’Irccs De Bellis di Castellana Grotte in Puglia  

Unisce tecnologia, ricerca e appropriatezza diagnostica il progetto multidisciplinare sulla radiomica dei tumori del fegato di cui è capofila l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” in collaborazione con altre importanti realtà italiane. Coinvolti come partners: l’ospedale Niguarda di Milano, l’Università di Torino, l’Ospedale Sant’Andrea di Roma e l’IRCCS De Bellis di Castellana Grotte in Puglia.  

Una sinergia, quella già instaurata, diventata recentemente una opportunità per presentare la candidatura ad un bando indetto nell’ambito del Piano Operativo Salute – traiettoria 4 – che prevede un finanziamento di 4 milioni di euro per creare un’infrastruttura di ricerca per poter svolgere studi in ambito radiologico, oncologico, gastroenterologico ed epatologico. Tutte strutture cliniche presenti all’interno del Policlinico Giaccone.

In particolare il policlinico Giaccone dovrebbe gestire una piattaforma contenente tutti i dati clinici e di laboratorio e un sistema di conservazione delle immagini radiologiche che consente di tracciare per ogni paziente tutto il percorso assistenziale seguito: esami praticati, terapie e risultati ottenuti. Inoltre per quanto attiene la parte di oncologia senologica ed epatologica l’azienda ospedaliera universitaria di Palermo valuterà i progetti di ricerca da condurre in termini di rilevanza scientifica e clinica, confrontandosi con l’Università di Torino per realizzare modelli di intelligenza artificiale adattabili alle diverse esigenze cliniche.

Lo studio che si vuole condurre sul tumore del fegato permetterebbe di implementare i dati della rete assistenziale con i dati clinico-radiologici degli enti dell’infrastruttura di ricerca stessa per valutare come la radiomica e l’intelligenza artificiale possano migliorare la definizione diagnostica ed il management delle lesioni focali riscontrate durante la sorveglianza dei pazienti con cirrosi epatica o incidentalmente nei pazienti con sintomi o segni di malattia cronica di fegato.

I risultati rilevati sul campo, sulla base dell’esperienza clinica, saranno funzionali a comprendere come meglio poter gestire le problematiche dei pazienti. Successivamente verranno via via diffusi coinvolgendo società scientifiche di epatologia, senologia e radiologia e della Regione Sicilia.

Fonte: palermotoday.it

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