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Malattie del fegato, le raccomandazioni europee per affrontarle

La Commissione Lancet in collaborazione con l'Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL) promuove una nuova road-map per gestire le malattie epatiche in Europa

Nel dicembre del 2021, è stato pubblicato il primo rapporto della Commissione Lancet sulle malattie del fegato in Europa, un progetto congiunto con l'Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL). Il rapporto ha esplorato i danni alla salute del fegato causati da una combinazione di crescente obesità, aumento dei consumi di alcol e ritardi nell'eliminazione dell'epatite virale.

Ora la commissione si è aggiornata e promuove una nuova road-map.

La Commissione ha messo in luce l'importanza dei fattori strutturali che alimentano comportamenti a rischio e risultati negativi nelle malattie del fegato, con effetti sproporzionati sulle popolazioni svantaggiate. Questi driver includono il variegato panorama delle politiche sull'alcol in Europa, l'accesso frammentato ai test e alle terapie per l'epatite virale, e la stigmatizzazione delle persone a rischio di malattie epatiche sia a livello sociale che nei contesti sanitari.

Lo stigma contribuisce ad una bassa adesione alle cure e a una diagnosi ritardata, creando un pregiudizio che sfavorisce sia la gestione delle malattie epatiche avanzate che la diagnosi precoce e la prevenzione.

Il rapporto della Commissione ha presentato dieci raccomandazioni per favorire una transizione verso la promozione della salute, la prevenzione, la ricerca attiva dei casi, l'identificazione precoce della fibrosi epatica progressiva e la gestione tempestiva e il trattamento delle malattie del fegato.

Il messaggio chiave della Commissione è stato riassunto da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, durante l'evento di lancio: "Nella maggior parte dei casi, le malattie del fegato possono essere prevenute. La prevenzione è la migliore cura che abbiamo."

Nonostante siano stati compiuti progressi negli ultimi 5 anni, c’è ancora molta strada da fare per raggiungere gli obiettivi di eliminazione dell’epatite stabiliti dall’OMS. Per rendere operative le raccomandazioni e assicurarne l'attuazione, è in corso una seconda Commissione Lancet-EASL. Questa nuova Commissione delineerà una roadmap di azioni per facilitare una transizione verso la prevenzione primaria e secondaria delle malattie del fegato, al fine di invertire l'aumento della mortalità correlata al fegato nell’area Europea.

Questa nuova Commissione lavorerà su sei pilastri strategici per fornire soluzioni concrete. Dalla raccolta di dati informativi per decisioni sulla politica sanitaria alla gestione dei determinanti strutturali della salute del fegato, fino alla trasparenza sui prezzi di test e farmaci, alla rilevazione precoce e alla diagnosi tempestiva, alla sensibilizzazione delle generazioni future e all'analisi dell'interconnessione tra salute del fegato e salute mentale.

Verranno, inoltre, identificati indicatori rilevanti per il successo e mappati sui processi politici europei e globali, tenendo conto della stretta interrelazione tra le malattie del fegato e una serie di comorbilità e sfide sanitarie principali in Europa, in particolare legate all'obesità, al consumo di alcol non salutare, alla salute mentale e all'epatite virale.

La commissione riconosce come maggiormente prioritari al fine preventivo gli interventi sociali ed economici, come la diminuzione delle disparità, la sicurezza e l’educazione alimentare, interventi in materia fiscale e le vaccinazioni preventive, la riduzione del consumo di alcol e la ricerca di nuove terapie. Infine, a livello interventistico, si consiglia di aumentare l’approccio interdisciplinare fra i medici, un approccio precoce e mirato e una miglior gestione a livello ospedaliero.

In conclusione, la complessità e l'eterogeneità dell'Europa offrono un'opportunità per identificare raccomandazioni efficaci, accessibili e pratiche con il potenziale di generare benefici su scala globale. L'impegno della Commissione è racchiuso in un quadro coeso centrato sull'equità, progettato per valutare e mitigare i rischi sanitari, incarnando così un approccio rigoroso, sostenibile e olistico alla salute del fegato.

Fonte: doctor33.it


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