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La pandemia ha fatto aumentare i problemi al fegato e le malattie legate all’alcool

Lo evidenzia una ricerca condotta negli Usa che ha registrato un aumento delle prestazioni ospedaliere per malattie correlate al consumo di alcolici: “La maggior parte dei ricoveri si è registrata nelle prime settimane di lockdown, ma la percentuale delle visite è rimasta molto elevata anche dopo le riaperture”.

La pandemia di Covid-19 ha avuto e continua ad avere pesanti conseguenze, non solo tra chi è stato colpito dalla malattia. Molte persone hanno sperimentato un significativo impatto negativo legato all’isolamento sociale, alla perdita del lavoro e, più in generale, al cambiamento di vita imposto dalle misure per contrastare la diffusione del virus. Questo ha costituito una grande fonte di stress, determinando un aumento di disturbi come ansia e depressione, e incrementando alcuni comportamenti compulsivi, compreso l’abuso di alcolici. È quanto mette in evidenza una nuova ricerca condotta negli Stati Uniti dalla Brown University di Providence che ha registrato un aumento delle prestazioni ospedaliere per malattie gastrointestinali ed epatiche legate al consumo di alcolici.

L’analisi, incentrata sul sistema ospedaliero di Rhode Island, ha indicato un incremento del 59,6% delle visite in ospedale rispetto al 2019, incluse quelle per forme di epatite alcol-correlate, cirrosi, pancreatite e gastrite. “In ulteriori analisi, abbiamo notato la maggior parte dei ricoveri per malattie gastrointestinali ed epatiche legate all’alcol si è concentrata intorno alle settimane cinque, sei e sette di lockdown – ha spiegato il dott, Waihong Chung, ricercatore della Divisione di Gastroenterologia presso la Warren Alpert Medical School della Brown University e autore principale dello studio – . Questo periodo rispecchia il tempo necessario per la comparsa dei sintomi di queste malattie, suggerendo che l’inizio della pandemia potrebbe aver avuto un impatto significativo sul consumo di alcol”.

I dati, che verranno presentati nel dettaglio durante la Digestive Disease Week 2021, mostrano che anche nella successiva fase delle riaperture, la percentuale di consulti per malattie gastrointestinali ed epatiche correlate all’alcol è rimasta molto elevata, con un aumento del 78,7% nel confronto con il periodo pre-pandemico. Inoltre, precisano i ricercatori, i pazienti colpiti da epatite alcolica sono più che raddoppiati (127,2%), così come quelli che hanno richiesto procedure endoscopiche ospedaliere, passati dal 12,8% del 2019 al 34% nel 2020.

Dal momento che una parte delle persone che sperimenta malattie legate all’abuso di alcolici non richiede il ricovero tempestivo, gli studiosi ritengono che i problemi di salute legati al consumo di alcol possano essere ancora più frequenti di quanto osservato. “Questi possono causare un improvviso aumento di peso, ingiallimento della pelle, confusione, affaticamento, diminuzione dell’appetito, feci nere e / o forti dolori addominali – ha aggiunto il dottor Chung – . Incoraggio chiunque soffra di questi sintomi e chiunque sia preoccupato dalle proprie abitudini a consultare un medico il prima possibile”.

Fonte: fanpage.it

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