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Gravidanza sicura dopo il trapianto di fegato, ma attenzione alle complicanze

La gravidanza dopo il trapianto di fegato è sicura, ma comporta un rischio più elevato di complicanze quali le nascite pretermine, la preeclampsia e il parto cesareo, secondo i risultati di una metanalisi pubblicata sull'American Journal of Gastroenterolo

La gravidanza dopo il trapianto di fegato è sicura, ma comporta un rischio più elevato di complicanze quali le nascite pretermine, la preeclampsia e il parto cesareo, secondo i risultati di una metanalisi pubblicata sull'American Journal of Gastroenterology.

Il trapianto di fegato rimane la pratica gold standard per il trattamento della malattia epatica allo stadio terminale. Dato il numero crescente di questi interventi nelle donne in età riproduttiva, obiettivo dei ricercatori era condurre una revisione sistematica e una metanalisi per valutare gli esiti della gravidanza dopo la procedura, hanno premesso gli autori dello studio.

Diverse sperimentazioni hanno sollevato preoccupazioni in merito al fatto che il trapianto di fegato sia un fattore di rischio per la mortalità neonatale, la preeclampsia, il taglio cesareo e il parto prematuro, tra le varie possibili complicanze materne e fetali. Le società mediche internazionali come l'American College of Gastroenterology e l'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato promuovono la consulenza sulla pianificazione familiare ma, nonostante questo, una revisione retrospettiva ha rilevato che questo supporto è stato effettuato solo nel 7% dei soggetti sottoposti a trapianto epatico (14% delle femmine e 0,5% dei maschi).

«La mancanza di studi farmacologici randomizzati, l'eterogeneità tra i risultati materni e fetali e la scarsa conoscenza tra gli operatori sanitari mettono in discussione la gestione delle complessità della gravidanza dopo il trapianto di fegato» hanno scritto l’autore senior Ilan Weisberg e colleghi della divisione di malattie digestive presso la Icahn School of Medicine del Monte Sinai. «Scopo di questa metanalisi era definire meglio sia gli esiti materni, in particolare la preeclampsia, il taglio cesareo e l'aborto, sia gli esiti fetali, vale a dire la nascita pretermine, l'aborto e il basso peso alla nascita in pazienti che hanno subito un trapianto di fegato a livello globale».

Meno aborti ma percentuali più elevate di alcune complicanze 
I ricercatori hanno analizzato la letteratura per individuare gli studi osservazionali, prospettici e randomizzati che valutassero gli esiti della gravidanza dopo il trapianto di fegato, includendo 38 trial che nel complesso comprendevano 1.131 gravidanze e 838 pazienti sottoposte a trapianto. L'età media materna alla gravidanza era di 27,8 anni, simile a quella della popolazione generale (26,3%), suggerendo che il trapianto di fegato non è necessariamente associato a un aumento sostanziale dell'età al concepimento. L'intervallo medio dal trapianto alla gestazione era di 59,7 mesi.

Una volta aggregati i dati, l'età gestazionale media tra le madri sottoposte a trapianto di fegato era di 36,5 settimane e la percentuale di nati vivi era dell'80,4% rispetto al 64,9% della popolazione generale, che può essere in gran parte dovuto al fatto che la gravidanza dopo il trapianto è considerata ad alto rischio e la maggioranza di queste donne è seguita da team per la consulenza preconcezionale, che può comportare un minor numero di aborti.

La percentuale di aborti spontanei tra le donne trapiantate era del 16,7%, in linea con quello della popolazione generale statunitense (10% -20%), ma erano più frequenti le nascite pretermine (32,1% vs 9,9%), la preeclampsia (12,5% vs 4%) e il parto cesareo (42,2% vs 32%). L'aumento dei parti cesarei potrebbe essere spiegato dal fatto che rientrano nella categoria di un piano di gravidanza ad alto rischio e, come tali, hanno una maggiore probabilità di richiedere un parto cesareo.

«Gli esiti della gravidanza dopo il trapianto di fegato sono favorevoli, ma il rischio di complicanze materne e fetali è più elevato. Per essere in grado di fornire un’assistenza completa e una guida a queste donne è fondamentale effettuare studi più ampi e una reportistica coerente riguardo agli esiti della gravidanza tra le destinatarie di un trapianto di fegato», hanno concluso gli autori. «Mancano dati sugli effetti dell'immunosoppressione sugli esiti della gravidanza e sulla loro correlazione con gli esiti materni e fetali. Sono necessari ulteriori studi per valutare questa relazione».

Fonte: pharmastar.it

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