Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Epatite C
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Sito Tumori
Sito Trapianti
Nuovi Farmaci
Malattie autoimmuni

Fegato grasso: survodutide migliora la fibrosi epatica in due terzi dei pazienti con malattia da moderata a grave

Annunciati oggi a Milano al congresso della European Association for the Study of Liver i risultati clinici riscontrati in una sotto-analisi degli studi di fase II su survodutide, farmaco di ricerca Boehringer Ingelheim che dimostrano come fino al 64.5% degli adulti con fibrosi di stadio F2 e F3  (cicatrizzazione da moderata ad avanzata), hanno ottenuto un miglioramento della fibrosi senza peggioramento della steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), rispetto al 25.9% trattati con il placebo, dopo 48 settimane di trattamento (differenza di risposta: 38.6% [IC al 95% 18.1%- 59.1%], p = 0.0005).1 La popolazione di pazienti con fibrosi di stadio F2 ed F3 presenta un aumentato rischio di sviluppare complicanze epatiche.

I risultati completi sono stati  pubblicati contemporaneamente nel New England Journal of Medicine.

L’endpoint secondario evidenzia che fino al 52.3% degli adulti trattati con survodutide (BI 456906) hanno raggiunto un miglioramento significativo nella cicatrizzazione epatica (fibrosi) di stadio F1, F2 ed F3 (cicatrizzazione da lieve a moderata o avanzata), a fronte del 25.8% ottenuto con il placebo dopo 48 settimane di trattamento (differenza di risposta: 26.5% (95% CI 8.37% - 44.66%), p < 0.01).

La notizia di oggi segue i dati annunciati all’inizio di quest’anno, nei quali si evidenziava che lo studio aveva raggiunto l’endpoint primario.

I risultati dimostravano che finoll’83,0% degli adulti ha ottenuto un miglioramento statisticamente significativo della MASH rispetto a quanto osservato con il placebo (18,2%), consolidando il potenziale posizionamento di survodutide come trattamento di eccellenza nella classe di appartenenza ( differenza di risposta: 64.8% (95% CI 51.1% - 78.6%),

p < 0.0001).

Survodutide è un duplice agonista dei recettori del glucagone e di GLP-1 con un nuovo meccanismo d’azione, ed è il primo farmaco a dimostrare questo livello di beneficio sulla fibrosi dopo 48 settimane di trattamento in uno studio di fase II nella MASH.  La componente agonista dei recettori del glucagone di survodutide ha il potenziale di aumentare il dispendio energetico e ha un impatto diretto sul fegato, il che potrebbe contribuire al miglioramento della fibrosi. La componente agonista dei recettori di GLP-1 riduce l’appetito aumentando il senso di sazietà.

“Sono particolarmente entusiasta dei risultati dello studio di fase II su survodutide, che dimostrano che l’agonismo sui recettori del glucagone, insieme a quello sui recettori di GLP-1, può migliorare la MASH e fare la differenza nella fibrosi”, ha dichiarato il Dott. Arun Sanyal, professore di medicina, fisiologia e patologia molecolare presso la Virginia Commonwealth University School of Medicine, nonché sperimentatore principale dello studio. “Questi dati rendono survodutide uno dei principali duplici agonisti dei recettori del glucagone e diGLP-1 e un farmaco potenzialmente rivoluzionario per le persone affette da MASH e fibrosi clinicamente

significativa”.

Secondo le evidenze dello studio, è stata rilevata una riduzione di almeno uno stadio di fibrosi dopo 48 settimane di trattamento. La fibrosi è un indicatore della progressione della MASH, una malattia progressiva che colpisce oltre 115 milioni di persone in tutto il mondo. La MASH è causata dall’infiammazione del fegato, che può portare a fibrosi., e la cirrosi (grave cicatrizzazione dei tessuti) può aumentare sostanzialmente il rischio di malattia epatica allo stadio terminale e tumore del fegato. A questo stadio, l’unica opzione terapeutica disponibile potrebbe essere un trapianto di fegato, che può risultare particolarmente oneroso per i sistemi sanitari. In genere, la fibrosi epatica peggiora lentamente e, se non è estesa, può passare facilmente inosservata. Invertire il processo di fibrosi epatica è spesso difficile agli stadi avanzati di cicatrizzazione e potrebbe non essere possibile in caso di cirrosi.

In questo studio di fase II, dopo 48 settimane di trattamento, survodutide ha dimostrato significatività rispetto al placebo anche in tutti gli altri endpoint secondari. Dai risultati del trattamento effettivo (“actual treatment”) è emerso che fino al 87.0% degli adulti ha ottenuto una riduzione relativa del contenuto di grasso epatico pari ad almeno il 30%, rispetto al 19.7% con il placebo, nonché una riduzione relativa del contenuto di grasso nel fegato fino al 64.3%, rispetto al 7.3% con il placebo.  La variazione assoluta del punteggio NAS (“Non-Alcoholic Fatty Liver Disease Activity ”, usato per valutare il miglioramento della MASH) rispetto al basale nei risultati del trattamento effettivo (“actual treatment”) è stato fino a -3.3 con survodutide, contro  -0.4 con il placebo.

“Gli straordinari risultati odierni sulla fibrosi consolidano ulteriormente il potenziale posizionamento di survodutide come trattamento di eccellenza nella classe di appartenenza per le persone affette da MASH. Procediamo spediti verso gli studi di fase III”, ha dichiarato Carinne Brouillon, Head of Human Pharma, Boehringer Ingelheim. “Si rendono urgentemente necessari nuovi trattamenti per la MASH, una malattia connessa a condizioni cardio-renali-metaboliche, come l’obesità, e siamo ansiosi di portare questo tema così importante all’attenzione delle autorità sanitarie.”

Survodutide è concesso in licenza a Boehringer Ingelheim da Zealand Pharma. Boehringer è l’unica responsabile dello sviluppo e della commercializzazione in tutto il mondo. Zealand detiene i diritti di co-promozione nei Paesi nordici.

Survodutide ha ottenuto la designazione Fast Track dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel 2021, mentre l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha accordato l’accesso al programma PRIority MEdicines (PRIME) per la MASH con fibrosi a novembre dello scorso anno. Inoltre, survodutide è attualmente oggetto di valutazione in cinque studi di fase III per le persone che vivono con sovrappeso e obesità, entrambe associate alla MASH.

Un ulteriore studio di fase III sta valutando l’effetto di survodutide nella riduzione del

grasso epatico e nella perdita di peso in persone che vivono in condizione di sovrappeso o obesità, con diagnosi confermata o presunta di MASH.

Fonte: pharmastar.it

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione