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Epatologia, nuova sinergia tra Napoli e Basilea per la buona sanità

«La sinergia in ambito epatologico è il motore di sviluppo della buona sanità. In Campania la rete c'è. E ora rafforziamo anche quella con l'estero». Avviata infatti una collaborazione scientifica tra Napoli e Basilea. Lo ha sottolineato l’epatologo dell’ospedale evangelico Betania, Ernesto Claar presidente dell’Aigo (associazione gastroenterologi ospedalieri) Campania, l’associazione italiana gastroenterologi ospedalieri e responsabile del corso di aggiornamento “L’Epatologia nel terzo millennio”, conclusosi a Napoli in via Partenope. Una due giorni che ha visto partecipare professionisti da tutta Italia e dall’estero che hanno portato la loro testimonianza su recenti studi, pubblicazioni e contribuito così al dibattito scientifico. Il direttore del Roma Antonio Sasso ha presentato il professor Antonio Gasbarrini, che si è soffermato su come la microbiota evolution stia cambiando la gastroenterologia. Tra gli interventi della giornata conclusiva la tavola rotonda sulle epatopatie autoimmuni introdotta da Luigi Terracciano, responsabile del dipartimento di Anatomia Patologica di Basilea, riferimento europeo per le malattie epatiche su base autoimmune, con cui si è creata una importante collaborazione scientifica.

Numerosi poi i test salivari per individuare i casi di epatite C che sono stati eseguiti grazie ad Asl Napoli 1 centro, Aigo e associazione pazienti EpaC.

Durante i lavori è stato ricordato l’annuncio dato nella giornata iniziale da Mario Forlenza, direttore generale Asl Napoli 1 centro, che ha affermato quanto «si sta lavorando per creare in Campania, nel carcere di Poggioreale, il ventottesimo centro prescrittore di terapie per epatite C». Presente al corso di aggiornamento dell’ospedale evangelico Betania, organizzato al centro congressi della Federico II sul lungomare, anche Ivan Gardini, presidente nazionale EpaC.

La Campania, grazie ad una perfetta organizzazione e alla sinergia nata dalla collaborazione tra clinici ed istituzioni, è la regione italiana con la più alta percentuale di trattamenti dell’infezione da HCV per numero di abitanti: 0,35% (dati elaborati grazie al supporto e alla collaborazione di Ugo Trama, responsabile in Regione Campania della UOD “Politica del farmaco e dispositivi, e di Crescenzo Ilardi, referente statistico in sanità della Direzione generale Regione Campania) seconda la Puglia (allo 0,32%) terza la Lombardia (con lo 0,29%). Più trattamenti si traduce in meno casi di cirrosi epatica, meno epatocarcinoma e in ultima analisi un numero significativo di decessi evitabili.

Fonte: ilmattino.it

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