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Dalla Cina il tri-agonista che punta a trigliceridi (e fegato grasso). #AHA25

Zhejiang Doer Biologics si candida a nuovo protagonista nella corsa mondiale alle terapie metaboliche con DR10624, un tri-agonista “first-in-class” che nei dati di fase intermedia mostra un impatto marcato sui lipidi e sul fegato grasso.
Presentato in occasione dell’AHA 2025, il farmaco – una iniezione sottocutanea settimanale – ha ottenuto risultati promettenti in pazienti con ipertrigliceridemia severa: nello studio randomizzato di fase 2, DR10624 ha ridotto rapidamente e in modo significativo i trigliceridi, altri lipidi aterogeni e il contenuto di grasso nel fegato, mantenendo un buon profilo di tollerabilità.

Il meccanismo è particolarmente ambizioso: DR10624 è una proteina di fusione Fc che attiva contemporaneamente tre recettori chiave del metabolismo – recettore del FGF21, recettore del glucagone (GCGR) e recettore del GLP-1 (GLP-1R) – con l’obiettivo di agire in modo integrato su peso corporeo, assetto lipidico, insulino-resistenza e steatosi epatica.

L’azienda ha già completato l’arruolamento nello studio di fase 2 su pazienti con ipertrigliceridemia severa (DR10624-201) e sta portando avanti un altro trial di fase 2 in MASLD/MASH, dove in uno studio precedente di 12 settimane su soggetti obesi con modesta ipertrigliceridemia il farmaco ha mostrato riduzioni “clinicamente rilevanti” del grasso epatico e miglioramenti del profilo lipidico e della sensibilità insulinica.

Per gli esperti si tratta di un approccio che intercetta un bisogno crescente: l’ipertrigliceridemia severa è un fattore di rischio per pancreatite acuta, malattia cardiovascolare e epatopatia metabolica, e le opzioni attuali non sempre riescono a centrare insieme trigliceridi, colesterolo aterogeno e fegato grasso.
Con questi dati di “mid-stage”, Doer Biologics non ha ancora in mano una terapia pronta per la pratica clinica, ma il messaggio è chiaro: il tri-agonismo metabolico non è più solo un concetto da congresso, e DR10624 si aggiunge alla nuova ondata di candidati che vogliono andare oltre i GLP-1 tradizionali, puntando a trattare in modo più ampio il rischio metabolico.

Fonte: pharmastar.it

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