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ZeroEpatiteC, i calciatori scendono in campo contro l'epatite C

06/02/2017
Giornalisti e calciatori scendono in campo a sostengo di #ZeroEpatiteC, la campagna per richiamare l'attenzione sull'epatite C, una malattia oggi curabile grazie all'arrivo dei nuovi, ma costosissimi, farmaci. Dal 3 al 20 febbraio attivo anche il numero solidale 45544



LA RIVOLUZIONE nell'epatite C è stata l'arrivo dei superfarmaci. Hanno cambiato la storia della malattia, trasformandola da incurabile a curabile, ma con prezzi esorbitanti: circa 80 mila euro per un trattamento. Il Sistema sanitario nazionale paga decisamente meno, ma comunque dai 15 ai 17 mila euro l'anno per paziente, contro i 600 che si pagano andando in India. Una rivoluzione avvenuta tutta nel giro di un paio d'anni, ma che non è bastata e non basta ad eliminare la malattia. Obiettivo ambizioso sì, ma non impossibile. La prima ad averci scommesso è l'Organizzazione mondiale della Sanità che mira alla riduzione delle nuove infezioni di epatite virale del 90% entro il 2030 e del numero di morti a causa di epatite virale del 65%. Scommessa a cui crede anche EpaC onlus, l'associazione di pazienti che ha appena lanciato #ZeroEpatiteC, la campagna di raccolta fondi (tramite sms solidale al 45544) per richiamare l'attenzione su una rivoluzione che è solo iniziata ma che deve ancora compiersi per dichiarare vittoria.

“Eliminare la malattia è possibile”, racconta Ivan Gardini, presidente di EpaC, “Per farlo però serve concedere a tutti la possibilità di avere i nuovi farmaci, e per farlo serve l'abbattimento di tutte le barriere esistenti: nei criteri di accesso e nelle strutture che possono erogarli”. A conti fatti, dopo due anni dall'arrivo dei farmaci, i pazienti curati con i nuovi medicinali sono circa 65 mila. Ma le ultime stime parlano di almeno 300 mila persone con virus dell'epatite C in Italia. Perché non tutti possono ricevere il farmaco gratis. “In questi due anni hanno ricevuto il farmaco gratuitamente solo chi aveva la malattia in stato avanzato: una strategia che all'inizio poteva funzionare e andava bene ma ora ci sono gli spazi per offrirli a tutti”, rincara Gardini.

Spazi che si liberanno, si spera, grazie a due interventi soprattutto. Da una parte l'abbassamento del prezzo dei farmaci da parte delle aziende, così come chiedeva pochi giorni fa anche il presidente dell'Aifa Mario Melazzini sulle pagine di Repubblica, dall'altra l'aumento dei centri autorizzati per la somministrazione dei farmaci. Al momento, continua Gardini, si è riusciti a curare – e per le strutture e i badget disponibili - circa 35 mila pazienti l'anno, “Se il prezzo dei farmaci si abbasserà, come sembra, fino sotto i 10 mila euro a trattamento, con i 500 milioni messi a disposizione dal governo per questi nuovi farmaci, riusciremo a curare 50 mila pazienti l'anno”, spiega Gardini. Ma serve non solo che le aziende farmaceutiche facciano la loro parte, c'è bisogno anche di cambiare la logica di cura attuale per questi pazienti: “Chiediamo che tutti i pazienti vengano inclusi in liste di attesa, perché ciascuno sappia che non deve peggiorare per essere curato ma sappia invece che se non viene curato oggi lo sarà domani quanto prima”. Solo così, continua Gardini, sarà garantito l'universalismo sanitario.

Ma la questione dell'epatite C è complicata anche dall'assenza di dati certi sul numero di malati. Un numero che oscilla, si stima, dalle 300 mila alle 600 mila, 10 mila quelle che muoiono ogni anno per complicazioni legate all'infezione, come cirrosi e tumore al fegato e 1200 le nuove diagnosi di infezioni all'anno. Per questo è più che mai necessario uno sforzo per riportare l'attenzione sulla malattia, tanto più ora che è curabile. Ad aderire alla campagna #ZeroEpatiteC diversi i testimonial, a partire dal mondo del calcio, con il capitano del Milan e centrocampista della Nazionale Riccardo Montolivo, l’attaccante della Lazio e della Nazionale Italiana Ciro Immobile, l’allenatore ed ex calciatore Hernán Crespo, il campione olimpico, oro nel Fioretto a Rio 2016, Daniele Garozzo, il giornalista sportivo Gianluca di Marzio e la conduttrice e scrittrice Rosanna Lambertucci. Per informare sì ma anche per invitare a donare, tramite sms solidale al 45544 dal 3 al 20 febbraio per creare un Numero Verde EpaC a disposizione dei cittadini, per rispondere a tutte le richieste sul mondo dell'epatite C.

Fonte: repubblica.it

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