Perché trattare la steatosi epatica?
- è potenzialmente evolutiva o suscettibile di regressione;
- è più suscettibile di eventuali ulteriori insulti rispetto al fegato sano;
- è un fattore di rischio per mortalità cardiovascolare e diabete.
Il trattamento migliore è quello di eliminare i fattori che comunemente sono associati alla NAFLD.
I punti fondamentali sono pertanto l’alimentazione, il calo ponderale e l’attività fisica e l’utilizzo eventuale di integratori validati e farmaci comprovati.
Le linee guida internazionali per il controllo ponderale raccomandano come obiettivo iniziale, quello di perdere almeno il 7-10% di peso nell’arco di 6 mesi, associando una dieta bilanciata all’esercizio fisico aerobico (come camminata veloce, corsa in bicicletta, sci di fondo, nuoto, etc.) per un minimo di 30 minuti, almeno tre volte a settimana. Successivamente mantenere tale stile di vita al fine di non riacquisire il peso perduto.
Questi presidi sono in genere sufficienti in buona parte dei pazienti per ridimensionare il problema. Quando ciò non dovesse bastare, nei casi in cui l’insulino-resistenza o la dislipidemia siano i principali fattori associati alla NAFLD vanno valutati gli ipoglicemizzanti orali (farmaci contro l’iperglicemia o la resistenza insulinica), i farmaci per ridurre i grassi nel sangue (in caso di dislipidemia) ed eventualmente gli antiossidanti naturali (attualmente in corso di validazione)quali silibina/fosfolipidi e vitamina E.
Eventualmente sospendere quei farmaci che sono potenzialmente tossici per il fegato.
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