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Le terapie per curare l'epatite C

Se hai scoperto di essere affetto da epatite C la cosa più importante da sapere è che oggi l'epatite C si cura ed è possibile guarire definitivamente!

Esistono infatti farmaci innovativi che in cicli terapeutici di 12 o 24 settimane permettono la guarigione in più del 95% dei pazienti; inoltre le terapie sono in costante evoluzione e nuovi farmaci in arrivo arricchiranno la gamma di terapie disponibili, con percentuali di successo terapeutico sempre più vicine al 100%

I farmaci innovativi sinora approvati per la cura dell’epatite C sono:

I centri di cura

La prima cosa da fare, se hai scoperto di essere affetto da HCV è quella di rivolgersi al Medico di Famiglia e farsi indirizzare presso un Centro Specializzato nella cura delle epatiti, o in alternativa recarsi direttamente in un Centro Autorizzato per avere una diagnosi completa sullo stato dell’infezione o malattia ed eventualmente iniziare un ciclo terapeutico.

È necessario sapere che non tutti i Centri Autorizzati possono prescrivere i nuovi farmaci per l’epatite C: ogni regione ne ha infatti un certo numero con l’abilitazione alla prescrizione e somministrazione di questi farmaci.

È fondamentale rivolgersi ad un Medico Specialista di un Centro Autorizzato perché solamente così è possibile definire il quadro clinico completo, ed iniziare un percorso di cura.



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Terapie future

Le nuove terapie orali per l’Epatite C
Sono tante le novità per quanto riguarda le nuove terapie per curare l’epatite C. Dopo oltre un decennio in cui l’unica terapia disponibile era quella basata sulla duplice terapia interferone + ribavirina in questi anni (2015 appena trascorso e 2016/2017 a venire) si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione per la cura di questa patologia con nuove molecole che faranno in modo di poter fare a meno dell’interferone e a seguire anche della ribavirina.

Quali sono gli indubbi vantaggi di queste nuove terapie orali?
La durata della terapia, che si riduce a 3-6 mesi contro i 6-12 mesi degli attuali trattamenti; l’efficacia nella eliminazione del virus fino al 100% dei casi; il fatto che si tratti di farmaci orali e soprattutto l’assenza di interferone e degli effetti collaterali connessi. Sono farmaci rivoluzionari, perché tanti pazienti che non possono - per varie ragioni - ricevere terapie a base di interferone, avranno la possibilità concreta di guarire. Le prime molecole e combinazioni, Sofosbuvir, Simeprevir, Daclatasvir, la combinazione Sof/ledipasvir e la terapia 3D, sono giunte nella prima metà del 2015. Nel 2016/2017, avremo a disposizione altre molecole dai nomi altrettanto complicati, Grazoprevir ed Elbasvir oltre alla combinazione Sofosbuvir/Velpatasvir e successivamente, a distanza probabilmente di un paio di anni le molecole attualmente in fase III di sperimentazione clinica, ABT-493 e ABT-530. Numerose inoltre altre molecole in via di sviluppo che tuttavia sono solo nelle fasi iniziali di sperimentazione, ma che sono destinati a completare in maniera ancora più ricca lo scenario terapeutico, con l’obiettivo primario di intervenire in modo indiscriminato su tutti i genotipi HCV (azione pangenotipica), in maniera più efficace anche sui pazienti “più difficili da trattare”(GT3, cirrosi, pazienti con problemi renali/in dialisi, ecc..), riducendo la durata delle terapie, tutte INF-free e in molti casi senza RBV, al massimo a 8 settimane.

Terapie disponibili attualmente in Italia
Naturalmente per Italia si intende farmaci dispensati dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ovvero farmaci rimborsabili dall’SSN e quindi distribuiti in maniera gratuita. Occorre fare una premessa, esistono due importanti agenzie, la prima, americana, è la FDA (Food and Drug Administration) e la seconda, europea, è l’EMA (European Medicines Agency). Dopo che i nuovi farmaci ricevono l’approvazione negli Stati Uniti vengono da subito commercializzati, invece in Europa prima di tutto devono essere approvati dall’EMA e poi ogni singola nazione provvede con una propria agenzia a contrattare per la rimborsabilità. In Italia abbiamo l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che da una sua valutazione e provvede a contrattare il prezzo.



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